Edilizia sociale ed emergenza abitativa, quando si fa della disinformazione non si fa un buon servizio alla comunità.
Da qualche giorno alcuni dirigenti regionali di centrodestra ritornano sul tema delle assegnazioni di alloggi popolari nella nostra regione che, a loro dire, sarebbero discriminatorie nei confronti dei cittadini Italiani, oggi il presidente di CONFABITARE Zanni ritorna sulla qualità della gestione del patrimonio pubblico in regione, con dichiarazioni che evidenziano scarsa informazione e seri dubbi sulla sua candidabilità a rappresentare gli interessi del tessuto socioeconomico della città.
Ma affrontiamo la questione nei diversi aspetti: giuridici e socio economici. La Corte Costituzionale ha emesso già diverse sentenze che impugnano regolamenti regionali e comunali che discriminano i partecipanti ai bandi per l’assegnazione di alloggi pubblici sulla base dell’ anzianità di residenza nel territorio sorpassando criteri di bisogno legati a condizioni di reddito o sociali, di conseguenza tutti gli enti pubblici sono chiamati nei loro regolamenti a seguire le indicazioni delle sentenze se non vogliono trovarsi, come già successo anche in regione, a dover invalidare graduatorie e assegnazioni con tutto ciò che questo significa sul piano sociale.
Sul versante sociale e dell’equità poi viene da chiedersi se il bene pubblico, ovvero nel caso di Edilizia Residenziale Pubblica, costruita fondamentalmente con i contributi di lavoratori dipendenti, debba seguire o meno il criterio di equità e giustizia data dal bisogno, ovvero: reddito non in grado di sostenere un affitto di mercato, fragilità sociali come ad esempio invalidità o composizione del nucleo famigliare con figli o anziani ultra settantenni e così via…
Voglio ricordare a lor signori che tra i requisiti previsti per fare la domanda di assegnazione di alloggi ERP sono indispensabili: avere un rapporto di lavoro o una pensione INPS, quindi parliamo di persone Italiane e straniere senza distinzione alcuna che contribuiscono allo sviluppo delle nostre comunità.
Colmate le lacune di conoscenza della materia, ritengo però aggiungere alcune altre riflessioni sullo stato del patrimonio pubblico della nostra regione e quello nazionale.
A livello nazionale da tre anni il governo di centrodestra ha azzerato tutte le risorse per la riqualificazione degli alloggi pubblici sfitti e siamo arrivati ad una cifra che va tra i 70.000 e i 100.000 e questa è una vergogna.
Se guardiamo alla nostra regione con grande fatica, viste le ristrettezze del bilancio regionale e purtroppo in grande solitudine rispetto ad altre regioni, ogni anno siamo in presenza di un investimento che ci consente di recuperare una parte del patrimonio, sicuramente insufficiente, non a caso anche grazie alla nostra sollecitazione nel programma di mandato della giunta troviamo un piano straordinario di recupero del patrimonio pubblico con l’obiettivo di 3500 alloggi recuperati.
Ora però ci aspettiamo altrettanto impegno dal governo nazionale.
Valentino Minarelli segretario regionale SUNIA EMILIA ROMAGNA